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Linkedin non funziona? Linkedin… non linka?

Ti sei lanciato nel mondo di Linkedin, perchè “devi esserci”, ma non è ancora successo nulla? Eppure hai scritto tutto per benino, dalle scuole elementari all’ ultimo report che hai consegnato al tuo boss. E quindi? Linkedin non funziona? Linkedin… non linka?

Qualche numero su LinkedIn

In Linkedin, secondo i dati resi pubblici dalla stessa società a gennaio 2016, ci sono 433 milioni di profili attivi appartenenti a più di 200 nazioni, il 64% fuori dagli USA.




Interessante, ma noi siamo in Italia e magari, nonostante i venti di bufera della nostra economia e le voci che si rincorrono, vogliamo restare nel “più bel Paese del mondo” per cui…

Ci serve essere in Linkedin?

Facciamo focus sull’ Italia & Linkedin: 4 milioni di iscritti.
Saranno tutti stati ammaliati da una sola sirena, per quanto americana e per quanto possiamo essere esterefoli alla follia? O forse conviene:

1. Mettere mano al profilo e renderlo più “efficace”
2. Decidere come usare il profilo e dare un significato diverso alla tua presenza online.




Come per i prodotti nei negozi, non basta più, ormai, essere in una vetrina per farsi acquistare.

Partiamo dal punto 1 (è sempre bene partire dall’inizio) e cerchiamo di rendere il profilo più “accattivante” seguendo i suggerimenti di qualche articolo, testo  ed i  consigli di guru come Enzo Aita (buttate un occhio al suo profilo per rubare qualche trucco!):

URL: personalizzala! Clicca su “Informazioni di contatto” e su “Modifica” e potrai andare ad inserire i dati per farti trovare e la URL che dovrebbe contenere un ‘indicazione chiave (se lavori nella consulenza finanaziaria potrebbe essere “it.linkein.com/in/iltuonomeconsulenzafinanziaria”)

Headline, ovvero il titolo sotto al nome. Basta mettere “Laureato in economia”, “Dottore in Legge” o “Libero professionista”? No. Le parole che inserisci nella headline contribuiranno a far apparire il tuo profilo nella ricerca di headhunter, aziende, datori di lavoro, quindi:

a. Breve ma “intenso”, ovvero evita di infarcirlo di parole vuote ma altisonanti (creative manager è l’ultima che ho visto) e vai diritto al punto
b. Usa le parole chiave per cui verrà molto probabilmente effettuata la ricerca per la tua professione
c. Evita l’ironia o la battuta facile, a meno che il tuo lavoro non ne richieda ed anche in quel caso.. forse meglio non nella headline

Riepilogo: non è un riassunto del libro della tua vita né un elaborato di stampo saggistico in cui profondere gocce di saggezza. Puoi organizzarlo graficamente come preferisci, ma ricordati che stai scrivendo, e sarai letto, su un media online e che le regole della scrittura sono un poco diverse, ma soprattutto che “ci stanchiamo” presto di leggere, per cui:

a) Spezza il flusso in sezioni che abbiano un ‘unità logica (ad esempio in capoversi legati alle maggiori esperienze professionali senza entrare in dettagli)
b) Ricordati che il tuo profilo serve a farti trovare: la ricerca avviene inserendo in una stringa delle parole. Se il tuo profilo contiene quelle parole, apparirai. Non devi scrivere un’opera d’arte, non ancora.
c) Una volta scritto è finita lì? No, deve essere curato: aggiornalo in base alla tua attività, alla tua formazione o ai tuoi interessi.

Esperienze lavorative: puoi caricare il tuo cv, ma assicurati che sia “spendibile” e “strategico” per ottenere visibilità sul web. Altrimenti, investi anche un’ora o più del tuo tempo per inserire i dati del tuo percorso rendendoli più “visibili” in base alle regole di Linkedin e delle ricerche. Cosa vuole dire?

a) Usa al solito le “parole chiave” (le famigerate “keywords”) per cui la tua figura professionale verrà cercata.
Se sei un giornalista di carattere finanziario, ad esempio, segnalare che scrivi novelle d’amore sotto pseudonimo e non indicare i vari campi dell’economia e della finanza su cui hai scritto, risolvendo il tutto con “scrivo di finanza e di economia”, potrebbe non essere l’approccio migliore.
b) Usa la creatività e non la fantasia: tutti noi abbiamo svolto attività minori a cui siamo stati “indirizzati”, più o meno volenti e ci siamo, poi, resi conto del livello di complessità richiesto o che la stessa attività era interessante o che ci forniva una possibilità di approfondire un campo sconosciuto o di acquisire competenze diverse: scriviamolo!
Se ti sei, ad esempio, trovato a dover preparare una presentazione in tempo 0 dovendo coordinare team e colleghi diversi a cui chiedere dati (e le loro lamentele perché avevano priorità diverse), rendere omogeneo lo stile di presentazione ed infine presentare la stessa ad un panel di dirigenti perché il tuo capo si è ammalato, la bimba della collega che doveva farlo ha preso la varicella, etc etc,ecco questo è un elemento da segnalare.
c) Usa le applicazioni suggerite (video, file, link). Rendono la lettura meno noiosa, più dinamica e danno l’idea di un professionista attento e preparato sulle novità.

E poi???

Perché a questo punto ci avrete preso gusto e vorrete fare del vostro curriculum un capolavoro, vero? Ed invece, è propri adesso che dovete interrompervi e lasciare “decantare”.

Alzatevi, andate a leggere un quotidiano o fate una passeggiata: meglio ancora un po’ di esercizio fisico e … ci rivediamo con la parte 2 tra una settimana!

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